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Il velista Frattaruolo alla Scuola Primaria Sanzio

Dopo la sfida di Bologna in Oceano, ecco una nuova avventura con i bambini della scuola
primaria, per proporre il fascino di un viaggio in mare aperto e per rispondere alle curiosità
nate in questi mesi. I racconti delle insegnanti e la ricerca delle tappe dell’impresa,
seguita attraverso Internet, hanno alimentato il desiderio di sapere tutto ciò che ha
riguardato questa esperienza, non solo sportiva, ma di alto valore dal 
punto di vista umano e ambientale.

Vale la pena di aprire una riflessione sul valore formativo di questa esperienza: l’impegno e
la tenacia.

boceano


Un elemento fondamentale dello sport, dal punto di vista educativo e formativo, è la cultura dell’impegno. Oggi c’è una tendenza a voler cancellare completamente la parola “sforzo” dalla nostra vita.  lo sport muove un tale giro di interessi che l’atleta, fin da bambino, si ritrova ad essere al centro di meccanismi dove l’imperativo non è più partecipare, ma vincere ad ogni costo. L’esperienza di Ser


Daniela Monacogio ci riporta ai valori di una volta, quelli di un tempo, quando i bambini frequentavano le loro prime squadre sportive con allegria e serenità, per il semplice piacere di stare insieme e giocare una partita. Il mezzo per raggiungere il suo sogno è la barca e la transat in solitario rappresenta questa opportunità..un’esperienza che ha voluto condividere con molti di noi e molti ragazzi delle scuole che lo stanno seguendo in queste ore. In questa esperienza e più in generale nel quotidiano,  non è sempre possibile controllare le proprie esperienze perché molte delle cose che influenzano la nostra vita e che ne determinano la riuscita dipendono da fattori esterni alla nostra persona; al di fuori del nostro controllo .Ad esempio la sfortuna di essere incappato in problemi tecnici durante  la transat, le condizioni meteo che hanno messo in ginocchio molti navigatori. Molto spesso nelle esperienze che facciamo  ciò che ci da soddisfazione è l’esperienza stessa , ad esempio il piacere che ci procura il viaggio stesso rispetto al raggiungimento della meta nei tempi previsti. Colui che scala la montagna, gode del panorama, gusta il percorso e l’arrivo in vetta è il compimento del desiderio, aldilà dei tempi previsti. Per Sergio, il piacere per la traversata è più forte degli eventuali rischi che può correre e delle eventuali ricompense dell’attività stessa. La passione in quello che fa e  l’impegno preso con noi, nell’affidare  i messaggi in bottiglia all’oceano una volta superato superato l’equatore  è  la spinta per andare avanti. La capacità di sfruttare l’imprevisto e di cogliere le opportunità che si presentano, non è cosa da poco ,sono caratteristiche distintive  dell’essere  creativi. Darsi una nuova  possibilità richiede  la capacità di  essere tolleranti  nei confronti dei possibili e probabili errori. Qualunque sport agonistico, ed anche  in questo caso la Transat, ha significato solo se è preceduto dalla formazione della persona, sia sotto il profilo atletico sia, soprattutto, dal punto di vista della crescita e consolidamento dei valori sani,da mantenere nello stile di vita esplorativo, sfidante, che, prima che un atleta, ne facciano un Uomo.